giovedì 22 ottobre 2015

ARA. MATTINA SILENZIOSA E FREDDA

MATTINA SILENZIOSA E FREDDA


     IL PRESENTE


Mattina silenziosa e fredda, per le strade non c'è nessuno,
poche auto, il 5 Novembre, pochissimi soldi in tasca, affitto da pagare, niente casa al mare o in montagna, ma i miei stanno tutti bene, ed io esco oggi dalla convalescenza.
Tornare a vivere, dopo esser stato solo al mondo per
tanto tempo, con sè medesimo, è un piacere leggiero
et arioso, fà bene al cuore e all'intelletto, i calzoni alle
acciughe e formaggio della rosticeria sotto casa,
fumano e profumano, ne mangio uno, pijo na'
cocca-cola, e passo na' matina serena, a leggere
il giornale, che riporta notizie poco interessanti,
faccio un cruciverba, che mi annoja mortiferamente
poichè troppo elementare.
Le finestre zozze del bar lasciano entrare un sole sifilitico, malato, come le mie giornate di un tempo, quando non pensavo a niente, non avendo niente da pensare.


AMICI DI UN TEMPO CHE NON TORNA

Amici cari, di un tempo lontano, le domeniche pomeriggio d'autunno, appena fuori le mura, serene passeggiate in silenzio, appena rotto dal passaggio di carretti dei lupini e delle carobbie, venti lire: mi dia un cartoccio.
In un eccesso di baldanza sfrenata, sputai un nocciolo
in faccia ad Ippolito, che replicò con un calcio alle terga,
tutto fatto senza acrimonia, presto di nuovo abbracciati,
tre amici inseparabili; Ottorino, il più giovane, il meno
scalmanato, osservava divertito i nostri diverbi filosofici
e le animate discussioni in piola: gli occhi azzurri e profondi di Ildegarda, la bellezza mediterranea di Florenzia, la calda sensualità di Eunice, brutta, ma dai lunghi corvini che esplodevano il nostro desiderio.

Erano tempi innocenti e spensierati, non conoscevo
ancora la rozza superficialità di Concetta e la freddezza
interessata di Pasquarosa.


  ( Camillo Catellani; 22 Ottobre 2015 )





















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